Maria Lai

Ricucire il mondo

Vocazione nel campo dell'arte contemporanea

Nata a Ulassai nel 1919, figlia di Giuseppe e Sofia Mereu, Maria è seconda di cinque figli. Durante l'infanzia è di salute piuttosto cagionevole, il che la porta ad essere trasferita per i mesi invernali dal paese di Ulassai alla pianura di Gairo, a quei tempi completamente isolata, per potersi riprendere: viene ospitata da zii imprenditori agricoli senza figli. Nei mesi invernali salta completamente le scuole materne ed elementari; in completo isolamento inizia a scoprire e cogliere in sé l'attitudine per il disegno. La famiglia decide in un secondo momento di iscriverla alle scuole secondarie a Cagliari, dove ha la fortuna di conoscere il suo maestro di Lettere, Salvatore Cambosu. Egli per primo comprende le difficoltà della bambina nell'inserimento scolastico e per primo scopre la sua sensibilità artistica; grazie a lui, la giovane allieva ulassese si farà carico dell'importanza e del valore del Latino e delle poesie e scoprirà "il valore del ritmo delle parole che portano al silenzio".

Il periodo degli Studi

Nel 1939, "se pur con tante difficoltà", decide di continuare la sua ricerca del segno, iscrivendosi al Liceo Artistico di Roma, dove conosce maestri di scultura come Angelo Prini e Marino Mazzacurati, che vedono subito in lei un segno maturo e molto maschile, estremamente essenziale e rapido. Completati gli studi al Liceo, partirà alla volta di Verona e, appena dopo, di Venezia, poiché gli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale le impediscono di ritornare in Sardegna. Trasferitasi a Venezia nel 1943, s'iscrive all'Accademia di Belle Arti, dove frequenta un corso di scultura tenuto dall'artista Arturo Martini e Alberto Viani. Nell'ambiente accademico veneziano incontra diverse difficoltà. Inizialmente è disarmante per lei la figura del suo maestro, che in quel particolare momento attraversa una profonda crisi poetica, ma che sarà subito feconda dopo gli anni Cinquanta. Nel 1945 torna in Sardegna in modo rocambolesco, con delle scialuppe di salvataggio dal porto di Napoli a quello di Cagliari. Sull'isola resta sino al 1954; nel frattempo riprende l'amicizia con Salvatore Cambosu e insegna Disegno presso delle scuole elementari della città. Di questo periodo è l'amicizia con lo scrittore e artista Foiso Fois. Ritorna a Roma nel 1954, un anno molto difficile per l’artista a causa dell'assassinio del fratello minore Lorenzo, accaduto nei pressi del paese natale.

Il ritorno a Roma

Ritorna a Roma nel 1954, un anno molto difficile per l’artista a causa dell'assassinio del fratello minore Lorenzo, accaduto nei pressi del paese natale. Nel 1957, presso la Galleria L'Obelisco di Irene Brin, terrà la sua prima personale con i disegni a matita dal 1941 al 1954; potrà nel frattempo aprire un piccolo studio d'arte, intraprendere rapporti d'amicizia con artisti come Jorge Eduardo Eielson, e nel frattempo comparire in alcuni servizi dell'Istituto Luce. Dal 1961 inizia per l’artista una profonda crisi poetica e esistenziale che durerà per circa 10 anni durante i quali mutano radicalmente i materiali e le tecniche della sua ricerca. Sarà lontana da gallerie e artisti, ma più vicino al mondo dei poeti e degli scrittori. Per tutti gli anni Sessanta, infatti, coltiva un rapporto di amicizia e di collaborazione con lo scrittore Giuseppe Dessì, dirimpettaio di casa sua a Roma. Attraverso lo scrittore riscopre il senso del mito e delle leggende della sua terra, trae profonda ispirazione dai suoi libri, capisce ancora di più quanto sia importante e privilegiata la sua origine preistorica sarda. Nel silenzio romano, osserva le correnti emergenti contemporanee, come l'Arte Povera e l'Informale, comprende sempre più quanto fossero importanti le lezioni di Martini (inizialmente vissute come un completo fallimento), le parole di Cambosu, le tradizioni, i miti e le leggende della sua terra natia. Intervenendo sulla materia attraverso gli oggetti ansiosi Ready-made del telaio e della magia del suo utilizzo, del pane e degli oggetti del passato arcaico sardo, inizia il suo percorso, che vede il passato come indagine del futuro. Il 1971 presso la Galleria Schneider di Roma, espone i primi Telai, la mostra fu a cura di Marcello Venturoli, un ciclo che caratterizza tutti i dieci anni successivi. Nel 1976 conosce Angela Grilletti Migliavacca, proprietaria e direttrice della galleria Arte Duchamp di Cagliari e sua futura curatrice personale, con la quale poi avrà un rapporto di lavoro e d'amicizia pluridecennale e nel 1977 conosce la storica dell'arte Mirella Bentivoglio la quale l'anno successivo permetterà a Maria di sbarcare alla Biennale di Venezia.

Gli anni Ottanta e la Biennale di Venezia

Gli anni Ottanta, invece, sono caratterizzati dalle installazioni effimere, dalle azioni teatrali, alle quali si affiancano i Libri cuciti e le mappe astrali definite dai critici Geografie. Delle operazioni sul territorio, si menziona in particolar modo"Legarsi alla Montagna" nel 1981 a Ulassai, che sarà l’opera più importante della sua vita, e che permetterà la realizzazione delle future opere nel paese, seguiranno “La Disfatta dei Varani a Camerino, L’Alveare del poeta ad Orotelli e tante altre. Sono gli anni in cui conoscerà a Roma Bruno Munari e a Cagliari Costantino Nivola. Negli anni Novanta le sue opere appaiono come una reinterpretazione del suo percorso complessivo ed i vari cicli si assemblano armonicamente l'uno con l'altro; la velocità inattesa dei segni-disegni si fonde con i grovigli di fili e di corde di telaio. In questo contesto storico il suo lavoro sarà molto apprezzato a livello internazionale, a questi anni risale l'amicizia con lo stilista Antonio Marras Negli anni Duemila ha vissuto e lavorato nella casa di campagna vicino al paese di Cardedu; a Ulassai, 2006 inaugura il Museo di Arte Contemporanea Stazione dell'arte. Nel 2011 è vincitrice del Premio Camera dei Deputati per i 150 anni dall’unità d’Italia, dove la sua opera intitolata “Orme di Leggi” è stata collocata presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari. Di lei parlano i più autorevoli critici dell’arte. Muore a Cardedu il 16 Aprile del 2013. A distanza di sei mesi dalla sua morte è stato promosso un convegno in suo ricordo da Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati presso la Sala della Regina a Palazzo Montecitorio.

Ora Maria Lai è sepolta presso il cimitero di Ulassai.