Fiabe intrecciate

Tutto parte da un libro che giace al suolo, pesante come pietra, da cui scaturisce, leggero, il nastro d’acciaio che vola verso la montagna.
L’opera fu realizzata in occasione del settantesimo anniversario della morte di Antonio Gramsci, fondatore del Partito Comunista italiano, di cui Maria ammirava l’innovativo pensiero.
La struttura si ispira ad una fiaba, scritta in carcere dal pensatore di Ales, per il figlio Delio. Protagonista indiscusso ,un topolino ,che decide di aiutare la povera famiglia a cui aveva sottratto il latte, risarcendola dal furto. Ma restituire il maltolto non è così semplice: il topolino si rivolgerà ad una serie di personaggi che saranno disposti ad aiutarlo solo in cambio di altrettanti favori: la capra darà il latte se troverà erba, la quale deve essere irrigata dalla fonte, la quale deve essere riparata da un manovale e così via, sino a che il topolino non giungerà dalla montagna alla quale prometterà che, in cambio del suo prestito, il bambino della famiglia derubata, una volta adulto, si impegnerà a rimboschire la foresta ormai ricca di soli sassi  e a rischio di frane.
Lo sfondo della fiaba,è quasi uno spaccato, della storia contemporanea: la povertà della famiglia è causata dalla guerra, così come l’incuria della natura; è l’immagine di una società basata sul do ut des  e non sulla collaborazione tra le classi.
Nella sommità della scultura ecco comparire un bambino, che tiene tra le mani un ramo verde, e una fanciulla che tiene un nastro che si dipana dalla base della struttura: altri non è che la bambina protagonista di una leggenda del paese di Ulassai, che ispirò Maria nella realizzazione della nota performance comunitaria “Legarsi alla montagna” del 1981.
Fiaba “ecologica” e “fiaba sociale” si intersecano, in una struttura piramidale fuori asse, che sotto l’influsso della mai dimenticata lezione martiniana, diventa scultura di pieni e vuoti, orizzontali e verticali.
L’opera è stata realizzata dalle maestranze della Casa del Ferro dei fratelli Chessa, lavoratori artigiani di Ulassai.