I muri groviglio

I muri che introducono alla Casa delle Inquietudini e si inerpicano verso il piazzale delle Grotte “Su Marmuri”, costruiti per contenere lo scolo delle acque e le frane, accolgono con grafia lineare e quasi infantile pensieri dell’amico e maestro Salvatore Cambosu.
La grafia e i fili, che si avviluppano e legano i pensieri, alleggeriscono anche in questo caso la pesantezza impattante del cemento sul paesaggio, suggerendo la levità di un enorme tessuto che il baluginare del pigmento cementifero emana e propaga all’intimo contatto dei raggi del sole.
L’artista, suggestionata dalla frequentazione costante dei podisti, amanti della natura, in questo luogo ancora incontaminata, li accompagna e li invita a leggere e riflettere durante lo snodarsi del percorso. E’ come che davanti ai loro piedi si andasse, passo per passo, a sfogliare un grande libro che contiene anche un pizzico di sacralità.
L’opera fu realizzata su cemento fresco da Maria Lai, ancora una volta in collaborazione con le committenze del luogo.
“Ogni committenza è sempre tentata di costruire in modo sbrigativo e in economia.
Ogni manovalanza è abituata a eseguire operazioni su progetti chiari e definitivi. Il mio modo di procedere, che non ama discutere più di tanto le idee che man mano vado elaborando, spesso con ripensamenti suscita commenti sconcertanti, e nel migliore dei casi, ironici e divertiti. Come quando dichiaro che è sempre il muro a decidere, e non sempre il muro parla chiaro, ha bisogno di tempo.
Il muro ci deve pensare!
Dicevano gli operai fingendo una loro complicità con il muro”.
Così ha dichiarato Maria Lai in un intervista dedicata alla realizzazione di quest’opera