Il gioco del volo dell’oca

Il gioco del volo dell’oca,  che rimanda al tradizionale gioco dell’oca che tutti,  bambini e adulti, conoscono, tenta di provare come l’arte, con le sue metafore, in questo caso la metafora del volo, possa diventare un percorso della coscienza, creando le condizioni indispensabili alla nascita e alla crescita dell’ essere umano.
Maria Lai, da sempre consapevole della necessaria ridefinizione del ruolo dell’arte, per rivendicare l’originaria sacralità della sua funzione sociale, scopre, anche in questo gioco,  la profonda interazione tra arte e comunità.
L’opera,  realizzata in due versioni ( la prima ad Ulassai su fondo bianco con contorni neri, la seconda nel vicino paese di Osini, viceversa, dal fondale nero ed i contorni bianchi) riproduce il noto tabellone del gioco dell’oca seguendo la linea narrativa ideata dalla Lai.
Ad Ulassai il tabellone è riprodotto sia in un pannello a muro, nella parete retrostante la scuola della prima infanzia del paese, sia per terra, immediatamente fruibile dai bambini. L’opera è accompagnata da un sotto-testo narrativo: una vera e propria filastrocca, ricca di significati e simbologie.
La narrazione è molto semplice: è la storia di un pulcino d’oca che, uscito dal guscio, si affaccia alla vita. Inizialmente la sua unica attività è beccare, finché un giorno vede specchiato in una pozza d’acqua il volo di alcuni uccelli. E allora, avverte dentro di se il desiderio di volare. Ci prova, ma essendo un oca non può riuscirci. A questo punto la narrazione si incrocia con un classico della letteratura infantile Pinocchio “ Batte e ribatte prova e riprova le viene vicino un burattino” Anche il burattino coltiva un sogno, quello di diventare un bravo bambino, ed entrambi possono vedere avverato il loro sogno grazie all’intervento della fata turchina, ovvero la magia. La rottura del guscio finale della propria vita è rappresentato dall’arte o dalla morte.
Mediante gli elementi simbolici presenti- il pulcino, l’oca, la nuvola, la pioggia, il sillabario, l’arcobaleno, la magia ecc, prende corpo il trinomio arte/gioco/metafora tanto caro all’artista per le opportunità di sviluppo che offre nella direzione dell’espansione del pensiero e del linguaggio, nonché dell’avvio dei processi verbali.  Il volo, con cui il gioco si conclude, è la conquista della vastità.