La Casa delle Inquietudini

Si tratta di un intervento estetico sorto su un edificio preesistente, quest'ultimo nato con lo scopo di ospitare un ristorante o una attività turistica. La struttura fu realizzata intorno al 1995 ma già intorno al 2002 cadde in disuso e fu abbandonata. “L’hanno costruito quando io non c’ero, così che non potessi protestare! La Scarpata sembrava una dependance del ristorante!!!”,così esclamò l'artista Maria Lai che  nel 1993 aveva realizzato un'opera preesistente al suddetto edificio: “La scarpata”, vedendo poi, che lì era stato costruito una sorta di punto di ristoro, da lei  giudicato inutile e deturpante. Decise allora, di realizzare un enorme Murale sulle pareti esterne della struttura, che potesse far dialogare entrambe le opere. A livello formale e tecnico, trattasi di un intervento pittorico dai cromatismi verdi, bianchi e neri,( inizialmente la base era verde e i mostri neri, nel 2007 l’artista ridipinse utilizzando i suoi colori preferiti:bianco e nero, anche se qualche macchia di verde restò) che nel suo costante divenire,  rappresentata inaspettati esseri mostruosi a forma di draghi e di varani, alternati da pensieri  con inferriate intrecciate alla Gaudì sulle finestre. La Lai giustifica la scelta dei demoni neri dipinti nelle pareti, indicandone l’origine nel racconto La capretta di Salvatore Cambosu, in Miele Amaro.
La casa delle inquietudini si connota come  uno spazio di istallazione permanente, sulla scia di quelle opere  di artisti contemporanei, che utilizzano lo spazio domestico o di un edificio extra museale, come luogo per dar vita e spazio alla propria creatività, dandone libero accesso al pubblico. E’così che un edificio di brutta fattura architettonica , riacquista significato, divenendo totem delle inquietudini di tutta la comunità.