La strada delle capre cucite

L’intervento sul grande muraglione di cemento, fece parte di quegli interventi sul paesaggio che Maria intraprese ad Ulassai in collaborazione con l’Ing.Ritossa. e col supporto dell’allora operante Impresa Vargiu di Jerzu.
Affascinata dalla vastità del paesaggio ( domina tutta la vallata del Pardu) che si offriva in tutta la sua estensione  ad un solo colpo d’occhio, Maria Lai, cuce sul muro una miriade di bizzarre caprette, arricchendo lo spazio con vaste pennellate di colore bianco, perché come lei stessa intuiva : “ La serie di case in costruzione al di sopra del muro mi ha suggerito i panni stesi al sole, asciugati dal vento.”
La scelta dell’animale, tra pastori di capre, poteva apparire ovvia, ma è stata la vicinanza di una cooperativa tessile, a cui il muro sembrava voler condurre ad offrire molti riferimenti. Ancora una volta tela e filo per l’artista, che già aveva cucito il muro esterno di una casa a Selargius nel 1979, usando un tondino di ferro per filo.
Anche sul grande muraglione che accompagna all’entrata di Ulassai per chi vi giunge da Cagliari, Maria cominciò a disegnare rettangoli orizzontali, come tappeti messi in mostra. Poi, ogni rettangolo diventa capra. Il profilo della testa che la suggerisce, non vuole alterare il ritmo della geometria elementare, tipica dei tessuti, La parete, tra il grigio del cemento e il bianco operato per suggerire i colpi di luce come quelli di un lenzuolo al vento, si avvale, oltre del tondino di ferro, di fili per l’alta tensione che ne prolungano il segno. Non hanno il compito di portare l’elettricità, ma quello di formare nodi e grovigli per rendere incerte e complicate le cuciture.
L’opera rientra perfettamente, nell’ambito dell’arte ambientale: armonizzandosi con il paesaggio, diversamente dalla Land Art non ha durata limitata, ma ha profonde radici nel luogo che la accoglie, in un continuo richiamo alle origini, ai motivi arcaici e mitologici.