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Chagall con Maria Lai

Il villaggio interiore
A cura di - Paul Schneiter e Marco Peri
Chagall con Maria Lai
Date
13 giu 2026 → 27 set 2026
A cura di
Paul Schneiter e Marco Peri
Sede
Stazione dell'Arte e CaMuC, Ulassai
Sintesi

Oltre settanta opere , tra dipinti, incisioni, libri d'artista, tessiture e opere su carta , costruiscono un percorso che mette al centro il valore del racconto e della fiaba. Vitebsk, città natale di Chagall, e Ulassai, paese d'origine di Maria Lai, diventano luoghi della memoria e dell'immaginazione, territori interiori continuamente reinventati attraverso l'arte.

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Vitebsk

Opera di apertura della mostra, il dipinto a olio "Russian Village" del 1929 restituisce la ricostruzione mentale della patria di Chagall, raffigurando l'artista mentre la sorvola in una dimensione soprannaturale. Le opere del dopoguerra e della maturità mostrano l'onnipresenza di Vitebsk nel linguaggio visivo di Chagall fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1985.

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Le anime morte, Le Favole di La Fontaine e La Bibbia

Le tre monumentali serie di illustrazioni dedicate a classici della letteratura, commissionate dall'editore parigino Ambroise Vollard tra il 1923 e il 1939, tracciano l'evoluzione del linguaggio visivo di Chagall nel periodo in cui l'artista inizia progressivamente a radicarsi a Parigi. Se le tavole delle Anime morte appaiono caotiche e instabili, le successive acqueforti della Bibbia risultano invece profondamente radicate e composte.

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Il circo

Nel mondo di Chagall, il circo non appare come un semplice spettacolo gioioso, ma come una profonda lezione sulla vulnerabilità umana. È il centro emotivo del villaggio interiore dell'artista. Ispirata alle sue frequenti visite al circo a Parigi, questa sezione riunisce rare prove in bianco e nero del 1956 per la serie Cirque, composta da 38 litografie, pubblicata poi nel 1967. Una dualità perfettamente incarnata nel capolavoro "Le coq violet".

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Maria Lai, Ulassai, Sardegna

«La Sardegna è la mia radice, la parte più importante di me. I miei rapporti con la Sardegna sono sempre dei rapporti vitali, è una radice da cui continuamente prendo nutrimento, anche se poi ho bisogno di respirare altrove.» , Maria Lai Nel ventennale della Fondazione Stazione dell'Arte, il dialogo con Chagall restituisce con particolare evidenza una delle intuizioni più radicali dell'artista ogliastrina. Pratiche tradizionalmente associate all'universo femminile , cucire, tessere, raccontare , vengono trasformate in manufatti simbolici e relazionali. Per Maria Lai il legame con la Sardegna non è mai nostalgia, ma materia viva da cui attingere.

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Le sedi espositive

La mostra è ospitata in due sedi nel cuore di Ulassai. Il CaMuC , Casa Museo Cannas, antica dimora restaurata nel centro storico, accoglie i visitatori con due piani espositivi e un cortile interno. La Stazione dell'Arte – Museo Maria Lai, ricavata negli spazi di un'antica stazione ferroviaria, custodisce il patrimonio donato dall'artista al proprio paese. Curata da Paul Schneiter e Marco Peri, la mostra è promossa dal Comune di Ulassai e prodotta dalla Fondazione Stazione dell'Arte con il supporto organizzativo di Arthemisia. È finanziata dall'Unione Europea , NextGenerationEU, nell'ambito del PNRR per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi.

Galleria

Sguardi sulla mostra.

Chagall con Maria Lai - 1
Chagall con Maria Lai - 2
Chagall con Maria Lai - 3
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